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Cos’è la squeeze page e come usarla

Sai cos'è la squeeze page? Si tratta di una pagina che "spreme" contatti da inserire in un database e da contattare in seguito tramite email.

Tempo di lettura: 3 minuti

Se ti stai approcciando al mondo del web marketing dovresti chiederti cos’è la squeeze page e come utilizzarla al meglio. Alcuni commettono l’errore di confondere la squeeze page con la landing page. In realtà, pur essendo due strumenti molto importanti per le strategie di marketing, presentano delle differenze che è opportuno conoscere. In questo articolo analizziamo proprio come utilizzare la squeeze page e quali sono le sue caratteristiche principali.

Cos’è la squeeze page e in cosa si differenzia dalla landing page

La squeeze page trae origine dal verbo inglese “to squeeze”, che significa “spremere”, “strizzare”. Questa pagina ha il compito di convincere l’utente a rilasciare la sua email ed iscriversi ad una newsletters. Proprio per questo motivo “strizza” gli utenti con l’obiettivo di ottenere recapiti ed email.

Questo strumento consente di costruire un database con tutti i contatti dei clienti, o lead, che possono essere contattati tramite efficaci e mirate strategie di email marketing.

Questo è uno dei tanti modi per fidelizzare i clienti online, con i quali bisogna instaurare un dialogo diretto per soddisfare i bisogni più personali.

La squeeze page è sinonimo di opting page, una pagina che ha sempre l’obiettivo di raccogliere email in cambio di qualcosa.

La landing page rappresenta invece la “pagina di atterraggio”, cioè quella dove viene reindirizzato il visitatore quando clicca sul link del tuo sito.

In effetti la landing page può essere anche una squeeze page, poiché talvolta il suo obiettivo è proprio reperire email del contatto. Oppure può fungere da pagina di vendita.

Possiamo definire la squeeze page come una “costola” della landing page e ha l’obiettivo primario di costruire una mailing list.

La lista di contatti è uno degli strumenti più preziosi per chiunque abbia un sito aziendale o un e-commerce. Consente infatti di inviare comunicazioni, novità, sconti e promozioni ad un pubblico mirato che ha già mostrato interesse verso il tuo prodotto, il tuo servizio o in generale il tuo mercato di riferimento.

Perché è utile una squeeze page?

Lo sapevi che il 90% degli utenti che visita il tuo sito non fa più ritorno? Un dato significativo che non puoi ignorare. Se gli utenti sono approdati sul tuo sito deve esserci qualcosa che interessa, quindi non puoi perderli così.

Come richiamarli? Con le loro email. Per ottenerle basta offrire qualcosa di gratuito, magari uno sconto, un video, un file audio o un ebook. Questo regalo è chiamato “lead magnet” e deve realmente rappresentare un valore aggiunto per il tuo visitatore.

Dopo aver ottenuto il contatto di un cliente puoi impostare un software che, automaticamente, invia email a cadenza regolare ai tuoi contatti.

Le 3 tipologie di squeeze page

Ci sono diversi tipi di squeeze page che puoi utilizzare a seconda delle tue necessità. Ne possiamo individuare fondamentalmente 3:

  • indirizzo URL: la pagina dove atterra il cliente ed in tal caso si configura come una sorta di landing page;
  • pop up: alcuni li ritengono fastidiosi ma, se strutturati intelligentemente, possono essere un forte richiamo per i visitatori che stanno navigando sul tuo sito;
  • exit intent: hai notato che quando stai per uscire da un sito ti compaiono dei messaggi? Quelli sono gli exit intent e possono essere utili per acciuffare per i capelli visitatori che stanno abbandonando il sito senza aver compiuto l’azione desiderata.

Quali sono gli step necessari per realizzare una squeeze page di successo?

A questo punto capito cos’è una squeeze page, non ci resta che crearla. Come procedere? Da un punto di vista tecnico è molto semplice, infatti esistono diversi programmi che consentono di crearla in pochi step.

Cosa chiedere all’utente? Nulla di troppo complesso. Se ad esempio chiedi l’email, è probabile che l’utente la rilasci per ottenere il regalo promesso.

Perché allora non chiedere anche il nome? In questo modo puoi inviare email personalizzate che presentano un tasso di open rate decisamente più alto.

Tuttavia alcuni utenti, per una questione di privacy, preferiscono dare nomi o nickname fittizi.

Oppure potresti chiedere informazioni più approfondite, come il CAP o il numero telefonico. Una strategia ideale per chi fa local marketing, poiché puoi reindirizzare l’utente presso una sede fisica, se ce l’hai, oppure contattarlo telefonicamente.

Si tratta però di un’arma a doppio taglio. Da un lato puoi fidelizzare i tuoi utenti e soprattutto catturare lead “caldi”, pronti a rilasciare un contatto oppure effettuare un acquisto. D’altro lato l’eccessiva richiesta di dati potrebbe spaventare l’utente, col rischio di farlo fuggire.

Evita tassativamente i link esterni nella tua link page, rischiano di distrarre l’utente e soprattutto di allontanarlo dalla tua pagina.

Altro punto importante: la squeeze page deve essere scritta in modo persuasivo e con una scrittura accattivante, in grado di colpire l’attenzione ed incuriosire il lettore.

Rassicura il tuo utente che gestirai con la massima correttezza i suoi dati e che non sarà tempestato da spam, una delle paure più ricorrenti.

Seguendo questi consigli saprai creare una squeeze page efficace per costruire la tua mailing list ed iniziare la tua campagna di direct email marketing.

Foto: Pixabay

Francesco Ferrara
Francesco Ferrara
Copywriter e giornalista pubblicista, mi occupo della stesura di articoli relativi al marketing ed alla gestione dei negozi e siti online per negozianti, argomenti sui quali ho maturato una lunga esperienza sul campo con corsi, ricerche e studi specifici.

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