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Agosto in città: come mantenere vivo il business durante i mesi più vuoti

Agosto in città: scopri come trasformare i mesi vuoti in opportunità per la tua boutique. Strategie per buyer e imprenditori tra lusso e Made in Italy.

Tempo di lettura: 3 minuti

Il mese di agosto è sempre stato percepito dai retail di fascia alta come un periodo di stop, un momento di stasi inevitabile in attesa del frenetico “back to business” di settembre. Tuttavia, secondo le nuove logiche del lusso contemporaneo, proprio questo “vuoto” si sta trasformando da limite a risorsa strategica. Per una boutique premium il mese di agosto in città può rappresentare una grande opportunità, basta fare uno “switch” mentale e cambiare prospettiva.

I tuoi competitor probabilmente si concentreranno sui saldi residui o sullo svuotamento dei magazzini. Se però vuoi agire da imprenditore lungimirante, devi guardare più avanti e adottare strategie innovative per consolidare il tuo posizionamento e anticipare i desideri di una clientela che, anche se fisicamente lontana o di passaggio, punta sempre all’eccellenza.

Agosto in città: come trasformare il vuoto in esclusività

Anche dalle crisi nascono opportunità. E così, in tale ottica, la città meno affollata diventa una risorsa poiché offre un valore inestimabile e rarissimo: il tempo. Durante tutti i mesi dell’anno i clienti spesso vanno di fretta, senza potersi godere un po’ di sano e piacevole shopping. In agosto invece hanno tutto il tempo che vogliono, quindi devi essere bravo a trasformare la tua boutique in una sorta di club privato e personalizzato.

Non limitarti a tenere le porte aperte, ma inserisci nel tuo negozio premium un calendario di “private styling sessions” su invito. In pratica i tuoi clienti più esclusivi possono partecipare a sessioni private di styling con un professionista.

Questo approccio ti permette di gestire il magazzino in modo chirurgico. Il tuo team di vendita, conoscendo già chi entrerà in negozio, può preparare una selezione mirata, magari includendo invenduti di qualità o anteprime della nuova collezione autunnale arrivate in anticipo.

Per il cliente che resta in città, spesso una persona alto-spendente che preferisce evitare la calca turistica, trovare un’oasi di tranquillità dove fare shopping e ricevere una consulenza stagionale è un servizio dal valore inestimabile. Il fatturato di agosto, in tal senso, non si misura sulla quantità degli scontrini battuti, ma sulla qualità del customer lifetime value, un parametro fondamentale per ogni attività.

Il buyer e la logica dei capi “trans-seasonal”

Chi ha una boutique premium sa bene che ad agosto i clienti puntano verso il “nuovo”, ma le temperature calde richiedono ancora il “leggero”. Il buyer del negozio deve quindi spostare l’attenzione sui capi “trans-seasonal”: sete pesanti, lane fredde, denim d’autore e accessori che possono essere indossati immediatamente, ma che proiettano già verso l’autunno.

Agosto è il periodo migliore per testare i bestseller della stagione futura attraverso i trunk show digitali o fisici, cioè eventi esclusivi e a tempo limitato dove si presentano collezioni nuove o anteprime speciali.

Presentare una capsule collection in edizione limitata, disponibile solo per il mese di agosto, stimola il senso di urgenza e di esclusività degli acquirenti. Non è una svendita di ciò che è rimasto in magazzino, ma è un’offerta esclusiva dei principali capi che tutti vorranno a ottobre.

Networking e co-marketing territoriale

Il rappresentante di moda vede il mercato come una rete di connessioni. Durante i mesi estivi il business si sposta, ma il negozio in città può seguirlo. Come? Con una strategia innovativa che rende costantemente visibile il brand: la delocalizzazione dell’esperienza.

Puoi creare sinergie con i luoghi dove i clienti top trascorrono il tempo. Ad esempio una boutique di Milano, Roma o Firenze può stringere una partnership con hotel di lusso, club di golf o ristoranti stellati che restano aperti.

Il rappresentante può facilitare queste connessioni, creando “pop-up trunk show” o servizi di concierge fashion: il cliente sceglie online o tramite un catalogo digitale curato e la boutique consegna i capi direttamente in hotel o nella residenza estiva.

Questa logica di “boutique senza confini” trasforma il tuo negozio da luogo fisico a fornitore di servizi di stile “on-demand”, mantenendo il fatturato attivo anche se il tuo punto vendita fisico registra meno ingressi.

Il “souvenir d’autore” per i turisti altospendenti

Negli ultimi anni l’Italia sta diventando la meta preferita di turisti stranieri, provenienti principalmente da Stati Uniti, Asia e Medio Oriente, che oltre a visitare le bellezze artistiche e naturali nostrane si dedicano al cosiddetto shopping tourism.

Il prodotto acquistato non è un semplice capo d’abbigliamento, ma un souvenir d’autore, un pezzo di cultura italiana da portare a casa. La strategia vincente consiste nell’elevare il concetto di storytelling del Made in Italy. Il personale non deve solo vendere, ma raccontare la storia culturale, familiare e territoriale che c’è dietro la realizzazione di quel prodotto.

Assicurati quindi di tenere pronta una selezione di capi che raccontino la manifattura locale, accompagnati da un certificato di autenticità e uno storytelling dedicato e coinvolgente. Per uno straniero acquistare un capo italiano di qualità in una città “vuota” e silenziosa rappresenta un valore di grande esclusività che difficilmente troverà nei negozi globalizzati del suo paese, cosa che farà cadere eventualmente anche le resistenze sul prezzo, soprattutto considerando che difficilmente ci tornerà, almeno nel breve periodo.

Giuseppe Celentano
Giuseppe Celentano
Marketing & Communication Director di magicstore, piattaforma SaaS per il fashion retail omnicanale. Esperto nella digitalizzazione dei processi di vendita e nelle strategie di marketing, coniuga visione strategica, orientamento ai dati e attenzione al fattore umano. I suoi interventi sono pratici, motivazionali e mirati a generare valore immediato per chi opera nel retail.

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