Nel fashion retail ci sono due esigenze che convivono da sempre: il desiderio del cliente di fare un buon affare e la necessità del retailer di proteggere il valore del prodotto.
Per anni queste due spinte si sono scontrate, finché non è stato concepito un nuovo modo di vendere che riunisse questi due cardini in un’unica piattaforma online: Ipricelt.
Ipricelt è un marketplace che ha introdotto un approccio innovativo nel mondo delle vendite fashion online, ribaltando la logica tradizionale: il cliente può proporre il proprio prezzo d’acquisto, ma è il retailer a definire le regole del gioco.
Non è un’asta. È controllo commerciale evoluto
Quando si parla di offerte o trattative online, il rischio è sempre quello di associare il concetto a dinamiche aggressive o a una corsa al ribasso. In realtà il modello Ipricelt funziona in modo molto più strategico.
Ogni retailer definisce a monte due parametri:
- Il prezzo di listino
- Il prezzo minimo di cessione
Il cliente può fare una proposta d’acquisto solo all’interno di questo range.
Tradotto: la trattativa esiste, ma il controllo resta sempre nelle mani del venditore. Questo è un aspetto fondamentale, perché lascia spazio alla flessibilità commerciale senza compromettere la percezione del valore del prodotto.
Un concetto cruciale, dal momento che nel luxury, nello streetwear, nelle boutique multimarca e nel fashion di ricerca, l’obiettivo non è “vendere a tutti i costi”, bensì vendere mantenendo posizionamento, marginalità e autorevolezza commerciale. Ed è qui che il modello diventa davvero interessante.
Perché il cliente si sente protagonista
C’è poi un aspetto psicologico spesso sottovalutato nel retail digitale: le persone amano partecipare alla trattativa. Anche quando la differenza economica finale non è enorme, la sensazione di aver fatto un affare aumenta notevolmente:
- Il coinvolgimento
- La soddisfazione personale
- La percezione di convenienza
- Il valore dell’esperienza d’acquisto
È una dinamica che offline esiste da sempre e che Ipricelt trasporta online in modo strutturato, lasciando al retailer il pieno controllo della marginalità.
Stop al caos operativo
C’è un altro aspetto che chi lavora nel fashion retail conosce molto bene: vendere su più canali non è complicato; gestirli tutti insieme, invece, lo è. Marketplace separati, caricamenti manuali, prezzi da aggiornare su più piattaforme, stock disallineati, rischio di overselling e ordini sparsi.
Ed è esattamente qui che entra in gioco l’integrazione bidirezionale con magicstore. Il vero valore di questa sinergia non è soltanto commerciale, ma soprattutto operativo.
Grazie all’integrazione diretta tra magicstore e Ipricelt, il retailer non deve gestire il marketplace separatamente. I prodotti vengono pubblicati direttamente dal gestionale, e magicstore sincronizza automaticamente:
- Il prezzo di listino
- Il prezzo minimo di cessione
- La disponibilità di magazzino
Questo significa che il retailer mantiene una coerenza di pricing su tutto l’ecosistema di vendita, senza dover duplicare il lavoro operativo.
Ma la parte più importante arriva dopo la vendita. Quando un ordine viene confermato su Ipricelt:
- La vendita rientra automaticamente in magicstore
- Il magazzino si aggiorna in tempo reale
- Le giacenze si sincronizzano su tutti i canali
Ed è qui che il concetto di omnicanalità smette di essere pura teoria e diventa operatività reale.
La trattativa cambia, il controllo resta del retailer
Questa è probabilmente la sintesi migliore dell’intero modello. Ipricelt introduce una nuova dinamica commerciale: più flessibile, più coinvolgente per il cliente e più moderna. Magicstore la rende sostenibile dal punto di vista operativo.
Perché lasciare spazio alla trattativa può essere una grande opportunità, a patto che il retailer continui a dettare le regole.








