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Manichini viventi: cosa sono?

I manichini viventi sembrano essere una vera e propria rivoluzione all'interno delle nostre vetrine. Ma cosa sono e perché sceglierli? Ve lo spieghiamo in questo articolo.

Tempo di lettura: 2 minuti

Da qualche anno, i negozi fashion retail sono soliti ingaggiare modelli e modelle che passano ore in vetrina a rappresentare scene di vita quotidiana, a muoversi e simulare vacanze, cene e uscite con gli amici.

Si tratta dei cosiddetti manichini viventi, una moda che, secondo molti, pare destinata ad esplodere nella prossima stagione primavera/estate.

Ma di cosa si tratta nello specifico? Vediamolo insieme in questo articolo

Manichini viventi: tutto ebbe inizio in Svizzera

Il primo esempio di manichino vivente si è avuto in Svizzera nel 2014.

Non erano esattamente dei modelli, bensì semplici ragazzi e ragazze che passarono qualche ora nelle vetrine del negozio di Anne Gillioz, proprietaria di una boutique di Conthey.

L’esperimento fu fatto solo per due giorni, ma la fama del negozio triplicò, con le foto della boutique che fecero il giro del mondo. 

Oltre ad essere un’idea innovativa ed un modo stravagante per rompere la routine, quella di Anne Gillioz fu un’iniziativa molto utile anche a livello sociale.

Infatti, le sette ragazze ed i due ragazzi selezionati erano stati scelti tra un gruppo di persone di età compresa tra i 19 ed i 45 anni, con le taglie più svariate.

Niente modelli taglia 38, dunque, ma solo donne ed uomini che potessero rappresentare a pieno il cliente tipo della Gillioz, che trasmise così al mondo un messaggio di body positivity.

Manichini viventi: gli esperimenti di Belluno, Roma e Milano

Dopo circa un anno, l’Italia ha seguito l’esempio svizzero e ha sperimentato i primi manichini viventi. 

Una domenica d’estate a Belluno, 23 negozi hanno realizzato vetrine viventi con modelli che mostravano abiti e costumi. 

Il progetto nasceva con l’intento di portare un po’ di brio alla città, nonché pubblicizzare le diverse attività.

Grande curiosità suscitò il punto vendita Intimissimi di piazza dei Martiri, con due coppie di ragazzi immersi in una vetrina bucolica, con tanto di altalena color pastello, che inscenarono un pic-nic sull’erba.

Simpatici anche i modelli di Tezenis e Calzedonia, che ballarono per ore e ore accennando saluti ai passanti.

In fondo alla via principale, invece, il negozio di abbigliamento per bambini fece sorridere ed intenerire con le pose di due bambine vestite di tutto punto, una con tanto di bigodini e casco del parrucchiere.

Lo stesso esperimento venne ripetuto a distanza di qualche giorno anche a Milano e Roma, con l’obiettivo di stupire i passanti, che si fermarono a fotografare i manichini viventi e a chiacchierare con loro.

Manichini viventi: le polemiche sullo sfruttamento e l’uso del corpo

Naturalmente, questi esperimenti, oltre a salire alla ribalta della cronaca, hanno suscitato anche diverse polemiche. 

Grande indignazione, ad esempio, c’è stata da parte della Cgil di Milano, che dichiarò apertamente di schierarsi contro l’iniziativa per “difendere il decoro dei lavoratori e l’intelligenza dei clienti”

Tuttavia, nelle settimane a seguire, i modelli difesero invece l’esperimento, mostrando in vetrina cartelli dove si paragonava il mondo dei manichini viventi a quello delle sfilate di moda.

Le polemiche, dunque, non sono servite a smorzare l’idea; semmai, hanno aperto le frontiere ad un nuovo modo di fare business nel settore fashion retail, che certamente porterà i negozianti a raggiungere ottimi risultati in termini di vendite e guadagni.

Francesco Ferrara
Francesco Ferrara
Copywriter e giornalista pubblicista, mi occupo della stesura di articoli relativi al marketing ed alla gestione dei negozi e siti online per negozianti, argomenti sui quali ho maturato una lunga esperienza sul campo con corsi, ricerche e studi specifici.

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