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Cosa sono i dead stock e come contrastarli?

Scopri cosa sono i dead stock e come liberare il magazzino del negozio di abbigliamento. Strategie e soluzioni pratiche per gestire i capi invenduti.

Tempo di lettura: 3 minuti

L’arrivo di una nuova collezione è sempre entusiasmante per il titolare di un negozio di abbigliamento. Le aspettative sono alte, con le vetrine che si rinnovano, i clienti che entrano incuriositi e le vendite che iniziano a decollare. C’è però un lato oscuro con il quale ogni titolare di boutique deve fare i conti: i dead stock, cioè quei capi che proprio non ne vogliono sapere di uscire e che restano pericolosamente a prendere polvere sugli scaffali o nel magazzino. I cosiddetti invenduti non solo occupano prezioso spazio fisico, ma rappresentano capitale immobilizzato che a lungo andare si trasforma in perdita. In questo articolo ti spiego proprio cosa sono i dead stock, quali sono le cause principali e come contrastarli nel modo giusto.

Cosa sono i dead stock?

Nel gergo del retail, il termine dead stock significa letteralmente “scorta morta” e si riferisce a tutta quella merce rimasta invenduta per un lungo periodo di tempo e che, con ogni probabilità, non sarà acquistata dai tuoi clienti a prezzo pieno.

Nel settore dell’abbigliamento, sono capi che non hanno suscitato grande interesse nella loro stagione di riferimento, che sono “sopravvissuti” anche ai saldi stagionali e che stazionano tristemente sugli scaffali.

Non si tratta di semplici articoli lenti nelle vendite, ma prodotti che ormai non suscitano più alcun interesse negli acquirenti o che sono ormai fuori stagione. Avere dei dead stock in negozio significa bloccare risorse finanziarie che potrebbero essere utilizzate diversamente, ad esempio acquistando nuovi capi di tendenza. Inoltre si occupa spazio che, sia nei magazzini sia nel punto vendita, è vitale.

Risulta quindi fondamentale capire come gestire i capi a lenta rotazione, prima che si trasformino appunto in scorta morta. A questo punto non ci resta che capire quali sono le cause principali dei dead stock e, soprattutto, quali sono le migliori strategie da adottare per contrastarli efficacemente.

Le cause principali dei dead stock

Ma perché questi capi finiscono nel dimenticatoio? Le dinamiche che portano a queste criticità sono tante, ma le cause principali possono essere ricondotte ai seguenti elementi:

  • previsioni errate. Ti è mai capitato di ordinare una quantità industriale di capi d’abbigliamento fidandoti solo del tuo istinto, per poi scoprire che ai clienti non piacevano? Devi invece affidarti a dati certi, come le previsioni di mercato o gli storici delle vendite, poiché l’istinto può tirare brutti scherzi e creare dead stock;
  • sovrapproduzione. Una produzione eccessiva, rispetto alle vendite effettive e alla reale richiesta di mercato, crea una sovrabbondanza di prodotti che restano bloccati nei magazzini, trasformandosi in spese e di conseguenza in perdite;
  • cambiamenti nelle preferenze. Il settore della moda è uno dei più veloci e volubili. Prodotti che fino a ieri erano richiestissimi, oggi potrebbero diventare improvvisamente obsoleti. Questo succede perché magari sono esplosi nuovi trend che fanno sembrare antiquate collezioni uscite da poco tempo. Tieni quindi sempre un occhio vigile sulle nuove tendenze di moda;
  • errore nella gestione. La mancanza di sistemi di tracciamento automatizzati, come l’assenza di software logistici aggiornati, rischia di risultare fatale. Se non hai una visione chiara e in tempo reale di ciò che possiedi in negozio, finisci per affidarti alla memoria, ordinando merce che magari già hai in magazzino;
  • cancellazione ordine. Talvolta il problema può nascere alla fonte. Ordini di materie prime o prodotti finiti che subiscono disdette improvvise o all’ultimo minuto diventano invenduti, che gravano sulle tue spalle e si trasformano in giacenze difficili da smaltire.

Come contrastare i dead stock

Ora che sappiamo meglio cosa si intende per dead stock, possiamo analizzare le contromisure e le strategie per prevenirli e liberarsi dei capi accumulati.

Migliorare la pianificazione

Utilizza i tuoi dati storici, le statistiche delle stagioni passate e gli strumenti analitici per prevedere con precisione la domanda futura. In questo modo puoi calibrare meglio gli ordini ed evitare il rischio di sovrapproduzione.

Software di gestione inventario

Implementare sistemi software avanzati ti permette di monitorare in tempo reale le tue giacenze. Avere il polso della situazione aiuta a evitare accumuli inutili e intervenire in anticipo.

Strategie di liquidazione

Quando lo spazio inizia a scarseggiare, devi inventarti qualcosa per fare cassa. Organizza vendite di liquidazione, offri sconti ai clienti fedeli, crea un outlet permanente o fai svendite solo per guadagnare spazio.

Bundle di prodotti

La vendita bundle è una delle strategie più efficaci, abbinando intelligentemente prodotti a bassa rotazione con prodotti di punta ad alta rotazione. Proporre un abbinamento completo, suggerendo un outfit a prezzo speciale, incentiva l’acquisto dei capi fermi da tempo.

Up-cycling e riutilizzo

Se ti stai chiedendo come smaltire gli invenduti in modo sostenibile, sappi che nel settore moda c’è un’infinita possibilità creativa. I tessuti dead stock, con la pratica dell’up-cycling, possono essere riutilizzati per dar vita a nuove collezioni originali e amiche dell’ambiente. Comunica sempre le tue iniziative green, poiché la sostenibilità oggi è un tema molto sentito, soprattutto tra i consumatori.

Donazioni o sconti ai dipendenti

Infine puoi smaltire il materiale non venduto attraverso canali benefici per aiutare la comunità locale, oppure offrendo sconti molto vantaggiosi ai tuoi stessi dipendenti come benefit aziendali. Il ritorno economico magari sarà contenuto o nullo, ma in compenso il ritorno di immagine sarà considerevole.

Foto: Pixabay

Francesco Ferrara
Francesco Ferrara
Copywriter e giornalista pubblicista, mi occupo della stesura di articoli relativi al marketing ed alla gestione dei negozi e siti online per negozianti, argomenti sui quali ho maturato una lunga esperienza sul campo con corsi, ricerche e studi specifici.
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