Negli ultimi tempi l’Intelligenza Artificiale ha stravolto le abitudini d’acquisto degli italiani, che cercano, valutano e acquistano prodotti in modo totalmente diverso. Era semplicemente impensabile, fino a poco tempo fa, affidarsi ad una chat automatica per identificare le migliori sneakers del momento o il vestito più indicato per una specifica cerimonia.
Eppure oggi, grazie a strumenti sempre più intelligenti e veloci, ogni passaggio del percorso d’acquisto si trasforma. I negozi, che siano online oppure offline, devono comprendere questa rivoluzione. L’AI non è un futuro lontano, ma un presente che cambia ogni giorno il comportamento dei consumatori. Con l’Intelligenza Artificiale si possono creare siti, prevedere la domanda dei consumatori e addirittura creare collezioni. Chi saprà ascoltare, adattarsi e innovare, prenderà parte da protagonista a questa nuova stagione rivoluzionaria dello shopping.
Indice
Cambiano le abitudini d’acquisto degli italiani con ChatGPT e i motori di ricerca GenAI
ChatGPT, Copilot, Perplexity e altri motori di ricerca basati su generative AI non sono più semplici curiosità tecnologiche, ma strumenti adottati ormai massicciamente dagli italiani per raccogliere informazioni prima di un acquisto.
La ricerca “Search in Italy” di Find lo conferma con numeri significativi: il 78% degli italiani online ha già utilizzato almeno una volta motori di ricerca basati su AI generative per cercare dettagli su prodotti e servizi di interesse. Un dato che stravolge le normali dinamiche di acquisto del “customer journey”, o anche “viaggio del cliente”, e che comprende tutte le fasce di età. Il 42% degli over 50, che potrebbe essere considerata una generazione poco avvezza alla tecnologia, ha già sperimentato queste piattaforme.
Questo radicale cambiamento non significa che Google, Amazon, Youtube o altri motori siano stati sorpassati o surclassati, ma vengono affiancati dalle nuove AI, che spesso vengono consultate prima o durante la permanenza in negozio. Come spiega Marco Loguercio, CEO di Find, “siamo di fronte ad un cambiamento epocale nei comportamenti di ricerca degli italiani”. Inoltre ha acceso i riflettori su un dato cruciale: l’AI, in pochi secondi, riesce a fornire consigli pratici e prodotti pertinenti, comprimendo un processo decisionale che fino a poco tempo fa richiedeva ore, se non giorni, soprattutto per gli acquisti più complessi.
Chiaramente le AI non sono infallibili: il 24% degli utenti si fida ciecamente delle risposte fornite da ChatGPT e altre piattaforme simili, anche se esiste il rischio di errori o “allucinazioni” informative. Il 54% ritiene le informazioni abbastanza affidabili, ma preferisce effettuare ulteriori controlli. Questo dato suggerisce come gli italiani abbiano sviluppato una certa familiarità e senso critico nei confronti di questi nuovi strumenti.
Le sfide per i fashion retailer
Dopo l’elettronica di consumo (68%) e il settore dei viaggi e turismo (52%), l’abbigliamento con il 47% si colloca al terzo posto tra i settori dove l’adozione dell’AI si sta rivelando più dirompente, per quanto riguarda le abitudini d’acquisto dei consumatori.
Quasi la metà degli italiani raccoglie informazioni su vestiti e calzature grazie all’Intelligenza Artificiale, a dimostrazione di quanto sia vitale per chi vende articoli di moda intercettare e soddisfare queste nuove modalità di acquisto.
Un’altra evidenza rilevante riguarda il potenziale di crescita. Il 45% di chi non ha ancora provato GenAI, ha dichiarato di volerlo fare a breve, attratto dai vantaggi di immediatezza e semplicità d’uso.
Per i retailer la sfida più grande è mantenere il passo con questa evoluzione. È indispensabile monitorare la propria reputazione sulle nuove piattaforme, comprendere come i prodotti vengono presentati dai motori di ricerca GenAI, analizzare il traffico che genera e intervistare i clienti per capire come usano davvero questi strumenti nelle loro scelte. Solo così si potrà emergere in un mercato che, piaccia o non piaccia, è guidato sempre più dall’AI.
Come i negozi di abbigliamento possono adattarsi ai nuovi clienti digitali?
Per i negozi di abbigliamento, fisici e online, intercettare le nuove abitudini dei consumatori significa porsi una domanda: come rendere le scelte d’acquisto più rapide e gratificanti nell’epoca delle risposte immediate fornite dall’AI? Ecco una serie di strategie concrete da seguire:
- curare la presenza sui motori di ricerca GenAI. Molti negozi sono abituati a lavorare solo con l’ottimizzazione SEO per Google o marketplace come Amazon. Oggi invece bisogna interrogarsi su come i prodotti vengono letti e presentati a chi fa ricerca con ChatGPT o Perplexity. È consigliabile aggiornare frequentemente le informazioni sui prodotti, adottando formati di descrizione compatibili con la sintesi automatica dei dati fatta dalle AI;
- sfruttare l’AI per personalizzare l’esperienza del cliente. I chatbot intelligenti aiutano i clienti nella scelta, comprensiva di taglie, colori e modelli. Grazie al chatbot marketing si possono offrire quiz guidati, consigli personalizzati e interfacce conversazionali sia sul sito web che in negozio, per ridurre il rischio che il potenziale acquirente abbandoni la ricerca o si rivolga ad altri;
- formare il personale. Un cliente che entra in negozio oggi spesso ha già interagito con una AI, letto recensioni e confrontato modelli. Il personale deve saper ascoltare, capire da dove nasce il bisogno e adattare la propria consulenza;
- raccogliere feedback e monitorare le conversazioni online. Sarebbe opportuno chiedere ai clienti quali strumenti hanno usato nella fase pre-acquisto, così da raccogliere informazioni preziose per migliorare la presenza sui motori GenAI.
L’impatto della GenAI sul comportamento d’acquisto degli italiani non è solo una questione di tecnologica, ma di umanità aumentata: la possibilità, per il consumatore, di sentirsi più informato, veloce e sicuro nelle proprie scelte. Per gli shop di abbigliamento che sapranno riconoscere e abbracciare questa trasformazione, si apre una stagione di straordinarie opportunità, in cui la relazione con il cliente diventa più autentica e innovativa che mai.
Foto: Pixabay






